3. VITERBO.
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. MAESTRE. ALCUNE PIU' BREVI POESIE DI EMILY DICKINSON [Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005.
Emily Dickinson visse ad Amherst, Massachusetts, tra il 1830 e il 1886; molte le edizioni delle sue poesie disponibili in italiano con testo originale a fronte (tra cui quella integrale, a cura di Marisa Bulgheroni: Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005; ma vorremmo segnalare anche almeno la fondamentale antologia curata da Guido Errante: Emily Dickinson, Poesie, Mondadori, Milano 1956, poi Guanda, Parma 1975, e Bompiani, Milano 1978; e la vasta silloge dei versi e dell'epistolario curata da Margherita Guidacci: Emily Dickinson, Poesie e lettere, Sansoni, Firenze 1961, Bompiani, Milano 1993, 2000); per un accostamento alla sua figura e alla sua opera: Barbara Lanati, Vita di Emily Dickinson. L'alfabeto dell'estasi, Feltrinelli, Milano 1998, 2000; Marisa Bulgheroni, Nei sobborghi di un segreto. Vita di Emily Dickinson, Mondadori, Milano 2002]
L'acqua e' insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglie.
L'amore, da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.
*
E' poca cosa il pianto,
sono brevi i sospiri;
pure, per fatti di questa misura
uomini e donne muoiono!
*
Si sa che l'Himalaya un giorno s'inchino'
fino alla margherita -
preso dalla compassione
che una delizia simile crescesse
la' dove il suo universo dispiegava -
tenda su tenda - bandiere di neve -
*
I migliori guadagni soltanto dalle perdite
son confermati tali -
*
Non e' "Rivelazione" ad esser tarda
ma i nostri occhi imperfetti -
*
La sua grazia e' tutto cio' che ha -
e cosi' poco la mette in mostra -
una e' l'arte che occorre per conoscerla,
un'altra per lodare, cosi' credo.
*
Questa polvere quieta fu signori e dame,
e giovani e fanciulle,
fu riso, arte e sospiro
e bei vestiti e riccioli.
E questo inerte luogo fu la dimora estiva
dove api e fiori
il loro ciclo orientale compirono,
poi anch'essi ebbero fine.
*
Non chiedon altro che la nostra gioia -
sono le predilette della terra
e ci donano intero il loro volto
in cambio del piu' misero sorriso.
*
La mancanza di tutto mi impedi'
di avvertire mancanze minori.
Se non si presentava qualche evento
piu' vasto dello smuoversi di un mondo
dai suoi cardini, o dell'estinzione del sole -
non c'era nulla che mi persuadesse
a sollevare per curiosita'
gli occhi dal mio lavoro.
*
Nessun silenzio al mondo e' piu' silente
di quello che sopporta
l'anima, e se trovasse voce
sgomenterebbe la natura
e atterrirebbe l'universo.
*
Come silenti stanno le campane
nelle torri, finche', gonfie di cielo
balzan con piedi argentei
in melodia frenetica!
*
Morire senza morte,
vivere senza vita:
il piu' duro miracolo
che alla fede si addita.
*
Per coloro a cui i giorni sono notti
che cosa sara' mai la mezzanotte!
*
Questi stranieri, in un mondo straniero,
chiesero asilo a me -
abbili per amici, per non essere in Cielo
trattato tu da esule -
*
L'incendio piu' vasto che mai fosse al mondo
si ripete ogni sera.
La sua scoperta non desta sorpresa,
non ansia il suo procedere:
consuma, e nuova non ne giunge agli uomini,
una citta' occidentale,
che un altro mattino riedifica
perche' abbia ancora una morte di fiamma.
*
Passa, credimi, il tempo -
lo dico gaia a quelli che ora soffrono -
Essi sopravvivranno -
Oh si', c'e' un sole -
anche se ora non vogliono credervi -
*
Avessimo saputo che carico portava
avremmo alleviato il suo terrore -
ma per il peso ancora piu' diritta
lei camminava - suo dunque l'errore -
*
Di' tutta la verita' ma dilla obliqua -
il successo e' nel cerchio -
sarebbe troppa luce per la nostra
debole gioia
la superba sorpresa del vero -
Come il lampo e' accettato dal bambino
se con dolci parole lo si attenua -
cosi' la verita' puo' gradualmente
illuminare - altrimenti ci accieca -
*
Quanti progetti possono svanire
nello spazio d'un breve pomeriggio
restando interamente sconosciuti
a quelli che riguardan davvicino -
L'uomo che si salvo' perche' per caso
il suo percorso di un minimo scarto
muto' rispetto al solito -
l'amore che tentare non oso'
perche' presso la porta -
deve essere un rivale -
un ignaro cavallo era legato
che osservava la sua disperazione.
*
Una parola e' morta
quando e' pronunciata,
cosi' dice qualcuno.
Io dico invece
che incomincia a vivere
proprio quel giorno.
*
Il mio primo pensiero sia per te,
quando ci scalda e illumina il mattino -
e il mio primo timore, che un ignoto
pericolo t'immerga nella notte!
*
In questa breve vita
che dura solo un'ora
oh quanto - e quanto poco
giace in nostro potere
*
Anche il giorno piu' lungo della terra
e' ridotto a ben poco
da un volto che scompare
dietro un drappo -
*
Non sappiamo di andare quando andiamo.
Noi scherziamo nel chiudere la porta.
Dietro, il destino mette il catenaccio,
e non entriamo piu'.
*
Chi non trova quaggiu' il Paradiso
non lo trovera' in cielo.
Gli angeli stanno nella casa accanto
alla nostra, dovunque ci rechiamo.
*
Oh come blando il vento
oh come dolce il mare -
o che lentezza d'ali!
*
Non conoscendo quando verra' l'alba,
io spalanco ogni porta.
O forse piume avra' come un uccello,
onde come una riva?
*
Facile e' compatire dopo morti
coloro che la tua pieta' da vivi
avrebbe potuto salvare -
a tragedia conclusa
e' sicuro l'applauso
che la tragedia in atto
raramente guadagna